CENNI STORICI

Su di un basso altipiano presso la costa, in una zona ricca di acque sorgive, affacciata sul mare sempre temperato dello Jonio, sorge il nucleo principale dell'abitato di Leporano. Il clima soleggiato e sereno per la maggior parte dell'anno e le caratteristiche territoriali, cose favorevoli all'insediamento umano, sono testimoniate dalla sua storia antichissima, le cui tracce possono essere individuate fino a 7 millenni fa, con i resti di villaggi e luoghi di sepoltura neolitici che fanno parte, oggi, del Parco Archeologico; sono presenti insediamenti, anche con mura difensive, dell'età del Bronzo e dell' età del Ferro, fino a circa 2700 anni fa, che erano in contatto con la cultura Egea prima, e quella Jonica e Adriatica più tardi, attorno al X sec. a.C.
Con l'arrivo dei Greci, dal VIII sec. in poi, l'importanza locale viene confermata dall'elaborazione di un'affascinante leggenda, alla quale non  davvero difficile credere: quando i coloni di Sparta giunsero in uno dei luoghi più belli del meridione d'Italia, dovettero ammettere di trovarsi di fronte ad una località sacra, sotto la cura di un essere superiore come una "ninfa", legata alla presenza della preziosa acqua dolce. La bellissima ninfa del luogo  Satyria, cosa meravigliosamente florida da attrarre il potentissimo Dio del mare, Poseidone, che da lei ebbe uno dei suoi figli più gloriosi, quel Taras che, nel tempo a venire, avrebbe fondato la città di Taranto. Ma Leporano, l'antico approdo di Sarà, il luogo scelto dalla preferita del mare e proprio alla bellissima ninfa dedicato. Fra i segni dell'influenza ellenistica, oltre al suo primo nome conosciuto, resta il gusto per l'olio di qualità, le tracce di un'acropoli e di due importanti santuari.
Con l'evolversi delle conquiste, anche la terra di Puglia entra a far parte del grandissimo impero romano, e  il luogo dove ebbe a sbarcare Pirro nella sua agrodolce campagna militare. La zona di Satùro diventa sede di un importante allevamento di lepri, da cui deriva il suo nome contemporaneo e, fra i segni dall'incredibile maestria dei costruttori romani, restano parti di un lungo acquedotto che prendeva acqua da un locale lago sotterraneo, per rifornire l'intera città di Taranto, proprio come una madre, Satyria, nutre e alleva l'amato figlio, Taras. Non basta: a ricordare come gli incontentabili patrizi romani individuassero le zone più belle del mondo conosciuto per costruirvi le loro splendide ville, la costa di Leporano fu scelta per l'edificazione di alcune residenze, fra cui la villa di Satùro, di grandi dimensioni e ricchezza.

Sullo stesso promontorio che ospitava l'acropoli greca e la grande villa romana, fra Porto Satùro e Porto Perrone, sorge anche una delle ultime 14 torri di avvistamento rimaste lungo la costa ionica della Puglia, costruite a partire dal 1560 fra Taranto e Punta Presuti come postazioni di avvistamento e di difesa dai pirati che infestavano tutto il Mediterraneo, attratti soprattutto dalle zone costiere più ricche e floride. Il solido ed essenziale edificio, conosciuto da tutti come Torre Satùro, si erge ancora in ottime condizioni per due piani in forma tronco di piramide, a una decina di metri d'altezza sul livello del mare; sono ancora in buona vista il rivestimento tufaceo e altri particolari di fortificazione, come le caditoie, necessarie per difendersi adeguatamente in caso di assedio. Alcune strutture, come l'ulteriore stanza del secondo piano e i vani del piccolo corpo di guardia all'ingresso posteriore, sono stati realizzati in un periodo successivo. In particolare, la nuova soprelevazione della torre risale ai primi anni del Novecento.

Testi estratti dalla  presentazione Multimediale di Leporano