LEPORANO Vini in Puglia

GIARDINI DELLA CORTE

(BREVE STORIA  VITE E SUL VINO)

 

La vite è una pianta originaria dall’India da dove si diffuse largamente in tutta l’Asia, espandendo successivamente la sua presenza fino al bacino del Mediterraneo.
Le leggende tramandano versioni discordi riguardo all’inizio dell’uso del frutto della vite, l’uva, per ricavarne il vino.
La leggenda arabica l’attribuisce al primo uomo, Adamo, e la tradizione ebraica sostiene che l’albero proibito del paradiso terrestre fosse una vite e non un melo. Altre versioni sostengono che l’inventore sia stato Noè che dopo il diluvio universale ripristinò le pratiche agricole ponendo particolare cura nella coltivazione della vite e nella produzione del vino. Molte altre leggende legate a questa o a quella religione o cultura attribuiscono a vari personaggi e divinità l’invenzione delle pratiche enologiche, primo fra tutti Bacco, nientemeno che il dio del vino, divenutone nei secoli il simbolo.
Sembra comunque certo che l’arte di fare il vino sia di origine orientale e si sia diffusa in Occidente con le migrazioni dei popoli ariani provenienti dall’India (circa nel 2500 avanti Cristo).
Tuttavia essi trovarono un paese dove la cultura della vite e la pratica della vinificazione erano già conosciute da molto tempo, si tratta dell’Armenia, regione nel sud dell’attuale Unione Sovietica che comprende anche parte della Turchia; qui si trova il monte Ararat dove, secondo la leggenda, l’arca si posò alla fine del diluvio e dove Noè piantò la vite.
Dalla produzione del vino in Egitto si hanno notizie certe fin da prima del 1600 avanti Cristo, e la tradizione si tramandò poi agli Ebrei, agli Arabi, ai Fenici e ai Greci dove era sempre presente un legame tra pratiche religiose e vino, legame che si è tramandato nei millenni da un culto all’altro.
In Sicilia la produzione di vino risale a 2000 anni avanti Cristo mentre nel resto dell’Italia pare che si sia affermata successivamente presso i Sabini e gli Etruschi.
Quest’ultimi, nell’epoca della loro massima potenza, dominavano dalla Pianura Padana fino alla Campania ed in tutte queste Regioni diffusero la cultura della vite.
Nei primi secoli di Roma alla vite e al vino non fu data grande importanza, ma con la conquista della Grecia, nel 146 avanti Cristo, dove la pratica enologica era assai importante, iniziò un’epoca di forte espansione della coltivazione della vite per la produzione del vino sul modello greco, al punto che nel 90 dopo Cristo, per la grande sovrapproduzione, l’imperatore Domiziano vietò l’impianto di nuovi vigneti in Italia e fece estirpare metà di quelli degli altri territori dell’impero romano.
Dal secondo secolo in poi con la generale crisi dell’agricoltura prima e con le invasioni barbariche poi ci fu un progressivo abbandono delle pratiche vitivinicole.
Con l’avvento dei maomettani poi, per i quali è vietato dalla loro religione l’uso delle bevande alcoliche, si ebbe un abbandono della coltura della vite in ampie zone del Mediterraneo.
Nel Medioevo e nell’epoca dei Comuni l’enologia riprende vigore ma viene praticata esclusivamente nei conventi e nei castelli, e solo a partire dal 16° secolo con il Rinascimento italiano inizia un periodo di grande espansione della coltivazione della vite e della produzione del vino e ogni Regione italiana produce vini pregevoli, apprezzati in Italia e all’estero. Si moltiplicano gli studi e le ricerche sul modo migliore di coltivare la vite e di produrre il vino raggiungendo notevoli progressi nelle tecniche vitivinicole finchè, nella seconda metà del secolo scorso, apparve una gravissima malattia della vite di origine americana causata da un insetto, la fillossera (Phillossera vastatrix), che provocò in breve tempo danni enormi diffondendosi rapidamente in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo.
La fillossera durante alcune fasi del suo sviluppo provoca danni assai gravi alle radici della vite.
Perciò per combattere la malattia, che aveva distrutto gran parte del patrimonio viticolo italiano e per poter riprendere la coltura della vite, si rese necessaria la pratica dell’innesto della vite europea su quella americana il cui apparato radicale è resistente al parassita.
Dopo questo evento la produzione e il consumo di vino andarono via via aumentando fino ai primi anni del nostro secolo, subendo in seguito, a causa delle guerre e delle conseguenti crisi economiche, notevoli fluttuazioni.
Negli ultimi anni il consumo pro capite è andato lentamente scendendo sia per le mutate abitudini alimentari sia per il variare delle mode soprattutto nella popolazione giovane che predilige bevande poco alcoliche e gassate.


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